Lab.1: “Io e te
sull’isola che non c’è # adulti fuori!”
Stefania
Sinigaglia-Arianna Siccardi
Nell’introduzione
teorica la presidente ha evidenziato le radici sociali del fenomeno
dell’adultescenza nella coppia e di come si manifesti su due livelli: il primo
nella prolungata adolescenza che si protrae ben oltre l’età a cui eravamo
abituati di collocarla, rimandando la presa di responsabilità adulte all’infinito.
La mancanza di “riti di passaggio” chiari e significativi ha determinato in
gran parte questo fenomeno.
La seconda,
definita come “adultescenza di ritorno”, che sembra affliggere persone più che
adulte (dai cinquant’anni in su), che affrontano le crisi e i cambiamenti della
vita con comportamenti immaturi ed emotivamente reattivi in modo eccessivo, caratteristiche
tipiche dell’età adolescenziale.
E’ stato
evidenziato come l’uso dei social ha determinato e provocato una generale
difficoltà a relazionarsi in modo responsabile e il mezzo virtuale, ha reso
possibile un alleggerimento delle conseguenze che una relazione reale comporta
(svelarsi all’altro per come si è, leggere i suoi comportamenti in modo complessivo,
sperimentarsi nella relazione in modo diretto e affrontarne le conseguenze).
Abbiamo proposto al
gruppo un questionario di autoascolto, per aiutare i partecipanti a capire
quali sono i bisogni dietro ai comportamenti descritti, dato che il nostro
compito di Consulenti non è giudicare, ma è osservare un fenomeno, ascoltare il
Cliente che ci chiede aiuto perché soffre nel manifestare quel comportamento
non funzionale alla fase di vita che attraversa, per aiutarlo a riattivare le
sue risorse interne e scegliere per sé con maggiore consapevolezza.
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Utilizzi i social solo per scambi di lavoro o anche per
comunicazioni private?
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Quanto tempo al giorno dedichi a social e altre
modalità multimediali?
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Come ti senti quando sei connesso con amici e colleghi?
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Senti il bisogno di ridurre
l’utilizzo di fb,
chat , whatsapp, ecc.?
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In precedenza hai avuto modo di confrontarti con il fenomeno
dell’adultescenza ?
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In consulenza ti sono capitati casi di adultescenza?
Con quale frequenza?
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Su quali aspetti hai lavorato nello specifico ?
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Abbiamo formato
quattro sottogruppi che hanno lavorato con l’osservazione di una simulata, su
un caso di una Cliente di cinquant’anni, che portava una difficoltà relativa a
incapacità di stabilità sentimentale e un uso di comunicazione virtuale che ne
aggravava i comportamenti.
Le conclusioni sono
state ricche di spunti per il nostro lavoro di Consulenti:
1)
Ascolto e accoglienza non giudicante
(non confrontare il Cliente sui propri comportamenti anche se ci appaiono
evidentemente disfunzionali)
2)
Fare “luce” sulle risorse della
persona/Cliente, personalizzando l’intervento attraverso la riformulazione
3)
Aiutare il Cliente facendo da
specchio, a trovare altre alternative di scelta, più adulte basate sulle
esperienze di vita reali
4)
Avere la mente aperta al nuovo e
mantenere la curiosità di apprendere e capire, senza voler applicare i propri
valori al Cliente.
La sintesi finale
dei partecipanti è stata una riflessione, che come sempre la risonanza del
lavoro di gruppo ha amplificato, sulla necessità dello scambio tra Consulenti
per accrescere gli strumenti metodologici a partire dallo stimolo del
confronto.